COVID-19 – Decreto Sostegni 2021: requisiti, come richiederlo e quando arriva

Le aspettative per il Decreto Sostegni erano alte, del resto già da tempo si parlava di misure adeguate e selettive per il settore della ristorazione, piegato dalla crisi post Covid-19.

Eppure l’insieme di interventi economici che il nuovo Governo ha previsto rappresentano solo una piccolissima boccata d’ossigeno per ristoranti, bar, pub e pasticcerie in attesa della riapertura.

Il Governo, tuttavia, sembra esserne consapevole e nelle prossime settimane chiederà al Parlamento un nuovo scostamento di bilancio per il 2021, dopo i 32 miliardi già autorizzati per il Decreto Sostegni.

Si parla di altri 20 miliardi almeno di deficit che andranno a finanziare le misure di quello che è già stato ribattezzato come Decreto Aprile e che dovrebbe prevedere ulteriori aiuti alle imprese colpite dalle chiusure dei primi mesi del 2021.

 

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Cos’è il Decreto Sostegni 2021 e come funziona?

Il Decreto Sostegni approvato il 19 Marzo dal Consiglio dei Ministri interessa imprese e partite Iva che riceveranno indennizzi a fondo perduto, oppure un credito d’imposta equivalente.

Una delle principali novità che riguardano i ristoranti, e il settore della somministrazione di bevande e alimenti in generale, è che non si terrà più conto dei codici Ateco per assegnare i contributi.

Le domande per ricevere le indennità possono già essere presentate online all’Agenzia delle Entrate.

Il contributo spettante sarà erogato dalla stessa Agenzia, di norma, entro due settimane dalla ricezione della domanda, con un bonifico sul conto corrente indicato dal richiedente.

Ma quali sono i requisiti per poter richiedere i sostegni, le procedure da seguire e i provvedimenti specifici per i ristoranti? Vediamolo di seguito.

 

Chi può richiedere il contributo del Decreto Sostegni 2021 e quali requisiti deve avere?

Il Decreto Sostegni ha eliminato il riferimento ai codici Ateco ampliando così di fatto la platea dei beneficiari rispetto al precedente Decreto Ristori.

Hanno diritto al contributo i titolari di partita IVA che non hanno cessato l’attività, o non l’hanno iniziata dopo l’entrata in vigore del decreto.

La normativa stabilisce, inoltre, due requisiti per poter beneficiare dell’indennità:

  • Non aver conseguito nel 2019 ricavi o compensi superiori a 10 milioni di euro;
  • Aver subito un calo di fatturato medio mensile e dei corrispettivi di almeno il 30% nel 2020 rispetto al 2019.

Chi ha aperto la partita IVA dopo il 1° gennaio 2019 ha comunque diritto al sostegno purché rispetti il presupposto del limite di ricavi o compensi di 10 milioni di euro.

 

Calcolo indennizzi Decreto Sostegni: a quanto ammontano?

Il calcolo del contributo si basa sulla perdita media mensile tra il 2020 e il 2019. A questa perdita media mensile si applicheranno 5 fasce di indennizzo in base al fatturato:

  • 60% della perdita per chi ha fatturato meno di 100 mila euro
  • 50% per chi fattura tra 100 mila e 400 mila euro
  • 40% per fatturati tra 400 mila euro e un milione
  • 30% tra un milione e 5 milioni di euro
  • 20% tra 5 e 10 milioni di euro

L’indennizzo sarà concesso con bonifico o sotto forma di credito d’imposta e andrà da un minimo di 1.000 euro per le persone fisiche (2.000 euro per le società) a un massimo di 150.000 euro.

Il sostegno, come è già avvenuto per i precedenti bonus, è escluso da tassazione per le imposte sui redditi e per l’Irap e non incide sul calcolo del rapporto per la deducibilità delle spese e degli interessi passivi.

Dopo l’erogazione del contributo, l’Agenzia delle Entrate effettuerà le verifiche del caso. Nel caso emergesse che l’indennizzo era in tutto in parte non spettante, scatterà la richiesta di rimborso con le relative sanzioni.

I dati relativi alle richieste di contributo saranno, inoltre, trasmessi alla Guardia di Finanza.

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Come presentare la domanda per ottenere il bonus a fondo perduto?

La domanda può essere presentata attraverso i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate con un apposito modulo, che trovi a questo link.

Lo si potrà fare direttamente o avvalendosi di un intermediario, solitamente il proprio commercialista, dal 30 marzo al 28 maggio.

È possibile accedere alla procedura con le credenziali Spid, Cie (carta d’identità elettronica), Cns (carta nazionale dei servizi) o Entratel dell’Agenzia stessa.

 

Decreto Sostegni 2021: quando arrivano i soldi?

Per ogni domanda l’Agenzia delle Entrate svolgerà delle verifiche sui dati dichiarati.

In particolare, sull’esistenza dei requisiti di perdita del fatturato, sulla correttezza del codice fiscale e dell’iban, che deve essere intestato o cointestato al richiedente.

Fatti i controlli, l’Agenzia comunicherà l’accettazione o il rifiuto motivato della domanda.

Nel primo caso indicherà anche l’avvenuto mandato di pagamento del contributo e il relativo importo oppure il riconoscimento del credito d’imposta, se questa è stata la scelta del richiedente.

A questo punto in un paio di settimane i soldi dovrebbero arrivare sul conto corrente del beneficiario.

I contributi coinvolgeranno tra i 5 e i 6 milioni circa di persone, l’importo medio di ciascun indennizzo è stato stimato tra i 2.000 e i 5.000 euro.

Decreto Sostegni 2021

 

Cosa prevede il Decreto Sostegni per fisco e lavoro

Restano sospesi fino al 30 aprile i versamenti fiscali e gli avvisi esecutivi ed è possibile lo stralcio per le cartelle esattoriali entro i 5 mila euro emesse dal 2000 al 2010.

Per quanto riguarda il lavoro, invece, viene confermata la Cassa Integrazione fino a fine anno.

Per le aziende che hanno la cig ordinaria sarà estesa, con causale Covid e senza contributo addizionale, di 13 settimane utilizzabili entro la fine di giugno, mentre per i lavoratori coperti dalla cig in deroga o dal fis saranno rifinanziate 28 settimane da usare fino al 31 dicembre, sempre senza contributo addizionale.

Resta confermato il blocco dei licenziamenti fino a giugno per le imprese più grandi, che hanno la cassa integrazione ordinaria mentre per le aziende che usufruiscono della cassa integrazione Covid sarà ulteriormente esteso fino alla fine di ottobre.

Il Decreto Sostegni, inoltre, prevede un bonus una tantum per un ammontare pari a 2.400 euro per i lavoratori stagionali erogato in un’unica soluzione.

 

Misure per ristoranti ubicati nei centri storici, catering e dehor

Il Governo ha stanziato 200 milioni di euro per le categorie economiche particolarmente colpite dall’emergenza Covid.

A farne parte sono ovviamente i ristoranti e i negozi che si trovano nei centri storici e le imprese che operano nei settori dei matrimoni come i catering.

Il Decreto, inoltre, ha confermato lo stop della tassa sui dehor di bar e ristoranti fino al 30 giugno.

È stato, infine, prorogato al 31 dicembre 2021 il termine per la presentazione delle domande per l’occupazione del suolo pubblico nonché per la posa in opera temporanea su vie, piazze e altri spazi aperti di strutture amovibili come dehor, pedane, tavolini e ombrelloni per favorire il rispetto delle misure di distanziamento in attesa della definitiva riapertura dei locali.

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