Trend 2022 ristorazione

6 trend del 2022 nella ristorazione

La ristorazione nel 2022 in 6 trend!

Il 2022 è cominciato da relativamente poco ma sono già stati delineati dei trend per il mondo della ristorazione, facendo tesoro degli eventi del 2021.

Nell’articolo di oggi vogliamo condividere i trend principali che sono stati identificati dai maggiori attori nel settore del Food Service italiani e esteri.

Il contesto attuale

Le attività di ristorazione nel 2021 hanno dovuto far fronte allo sconvolgimento del mercato e della quotidianità frutto del diffondersi della pandemia di Coronavirus.

Nel 2022, le imprese dovranno fare fronte alle sfide che la pandemia ha avuto nell’economia in senso più ampio: da uno stravolgimento delle supply chain globali all’aumento del costo dell’energia.

Se da un lato la minaccia del virus sembra diminuire, dall’altra questi altri fenomeni si pongono come ostacoli al tanto atteso ritorno alla normalità.

Ma non bisogna affrontare il futuro con uno spirito fatalista, nei momenti di trasformazione per ogni ostacolo sulla via, ci sono anche altrettante opportunità.

Alcune di queste opportunità sono già state individuate, andando a delineare i trend che caratterizzeranno questo anno.

I trend internazionali per il 2022

Il mondo della ristorazione vive di contaminazione creativa sia per aggiornare le proposte sia perché i clienti oramai sono abituati a consumare cibi dalle tradizioni culinarie più diverse.

Ecco perché è importante rimanere aggiornato sui trend che vengono dall’estero!

Conoscere come si muovono i diversi mercati può darci un vantaggio competitivo permettendoci di anticipare il cambiamento delle tendenze.

Di grande importanza per la nostra ristorazione sono i trend che nascono e si sviluppano nel mondo del Food Service degli Stati Uniti.

Quelli che vi proponiamo sono le principali tendenze che gli analisti americani hanno identificato per il settore nel 2022.

Maggiori investimenti in tecnologie labor-saving 

Il fenomeno della “Great Resignation” (le Grandi Dimissioni) che ha visto un’enorme quantità di lavoratori abbandonare i posti di lavoro (soprattutto quelli della ristorazione che non vengono pagati con un “minimum wage” un salario minimo) ha causato una mancanza di manodopera per numerose catene di risptrazione.

Una risposta a questa mancanza di manodopera è investire in sistemi di automazione.

Nel prossimo futuro le attività del ristorante che saranno automatizzate dalle macchine consisteranno ancora principalmente in semplici responsabilità interne come il lavaggio delle stoviglie.

Semplificazione del menù

Ai problemi di mancanza di manodopera si aggiungono quelli di carattere macroeconomico.

Il riaggiustamento ancora in corso delle Supply Chain globali e l’aumento del costo di materie prime e dell’energia hanno un impatto anche nella ristorazione.

Si assiste quindi ad una progressiva semplificazione delle voci di menù,  semplificare i processi di produzione, ottimizzare gestione dei costi e organizzare le cucine in modo più efficiente.

Secondo Rick Camac, decano della gestione dei ristoranti e dell’ospitalità presso l’Institute of Culinary Education, i menù ridotti sono destinati a rimanere.

Questo perché un menù più snello è in grado di indurre un processo virtuoso di efficientamento sia dei costi che di gestione delle materie prime (riducendo l’insorgere di sprechi).

Un maggiore ruolo di proposte a base vegetale (h3)

Un altro trend che si è registrato negli Stati Uniti è il progressivo aumento di proposte vegetariane e vegane.

E sono le catene mainstream come McDonald’s a guidare questa crescita.

Il trend sembra suggerire che i sostituti della carne a base vegetale che i pasti vegetariani aumenteranno in popolarità fino a diventare onnipresenti nelle catene della ristorazione mainstream.

Gli articoli a base vegetale possono aiutare i ristoranti a costruire i loro menu a un costo inferiore, equilibrando le voci di pietanze a base di carne.

Sarà così possibile evitare impennate al costo della carne dovuto al riaggiustamento ancora in corso della catene di approvvigionamento.

Ricerca di nuove soluzioni per rendere il delivery un canale lucrativo

Poiché il servizio al chiuso è stato proibito in molti mercati per la maggior parte del 2020 e alcuni del 2021, i ristoranti si sono rivolti alla consegna a domicilio per raggiungere i clienti.

Un canale che è servito per superare l’emergenza, non senza delle criticità però.

La marginalità del servizio di delivery gestito da una terza parte (le famose app di delivery food) non sono ottimali e questo ha spinto numerosi imprenditori della ristorazione ad una riflessione.

La prima misura è stata quella di aumentare il prezzo del menù delivery, ma è chiaro che non si tratta di una strategia a cui ricorrere indiscriminatamente.

Alcune imprese di ristorazione stanno prendendo in considerazione l’idea di formare la propria azienda o cooperativa per facilitare la consegna invece di fare affidamento su terze parti.

Quello che è chiaro è che nel 2022 si assisterà ad una prima trasformazione del delivery, un canale che non verrà abbandonato con la fine dell’emergenza ma che necessità un ripensamento.

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I trend per la ristorazione italiana

Ora che siamo a conoscenza dei principali trend che arrivano dall’estero possiamo gettare un occhio alla situazione “a casa”.

L’aspetto da sottolineare e come nel mondo della ristorazione, l’Italia sia in linea con le riflessioni fatte a livello internazionale.

Ovviamente le problematiche che abbiamo già individuato assumono una veste differente una volta calati nella realtà italiana, ma è importante sottolineare come i ristoratori italiani riflettono e offrono risposte a questi trend creando e non rimanendo indietro.

Quali sono quindi i trend della ristorazione per il 2022 in Italia?

Una ristorazione all’insegna delle 3R 

Anche in Italia, una maggiore sensibilità all’ecosostenibilità unita alla botta causata dai rincari in bolletta, spinge gli imprenditori della ristorazione ad una gestione più attenta.

Ecco quindi che sono tante le imprese che seguono il modello delle tre R quelle del riduci, ri-usa e ricicla.

Menù più contenuti che puntano su pochi ingredienti di qualità, attenzione ai materiali utilizzati sia per il servizio che per il packaging, riutilizzo degli avanzi…

La ristorazione fa della sostenibilità parte integrante della propria strategia, diventando così un vero e proprio valore aggiunto nell’offerta dell’impresa.

Alla riscoperta degli ingredienti “poveri”  

L’attenzione ai costi spinge numerosi chef alla riscoperta di ingredienti della tradizione spesso dimenticati.

Un recupero degli ingredienti umili, soprattutto nel mondo della carne, già c’è stato, tecniche di lavorazione per rendere i tagli cosiddetti poveri dei pezzi forte del menù, hanno aperto la strada per il recupero di ingredienti di diversa origine.

Che si tratti della riscoperta di pesci “dimenticati”, come ghiozzo, o dei legumi della tradizione, come la cicerchia nel Centro -Sud Italia, l’utilizzo di questi ingredienti offre diversi benefici ai ristoranti.

Una filiera più corta e locale, un maggiore contenimento del food cost così come un’unicità del menù in grado di differenziarsi per un’offerta all’insegna del recupero della tradizione.

Consolidamento della tecnologia

Lo scoppio della pandemia ha costretto tanti imprenditori della ristorazione a venire a patti con la tecnologia e il digitale.

Nel 2021 si sono mossi i primi passi, si sono testate le app di delivery e nel 2022 si prospetta  l’anno della svolta digitale per le attività di ristorazione.

Gli imprenditori hanno compreso l’importanza di essere smart non solo nel modo in cui offrono le loro proposte ma anche nei processi di preparazione.

I software a disposizione sono strumenti sofisticati, a cui abbiamo già dedicato un approfondimento nel nostro blog che puoi leggere cliccando qui.

Questi strumenti sono in grado di facilitare il coordinamento di tutti i lavori all’interno di un ristorante, dalla sala al magazzino, facendo la differenza tra un’attività evoluta ed una no.

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Per concludere 

Per riassumere tutto quello che ci siamo detti, possiamo dire che il 2022 si è aperto all’insegna di uno sconvolgimento delle supply chain che si porta con sé un aumento di prezzi, sia delle materie prime che nell’energia.

Le attività di ristorazione si trovano quindi a dover adottare strategie per evitare di cadere in difficoltà.

Le opportunità risiedono in una ristorazione che si fa più sostenibile, accorciando le filiere, riscoprendo i prodotti della tradizione e facendo posto a più voci di menù di origine vegetale.

Senza dimenticare l’apporto che la tecnologia può dare nell’efficientamento dei processi.

Il 2022 non segnerà il ritorno al passato, ma può rappresentare il primo anno del “New Normal”, in questa nuova normalità, le opportunità non mancano, basta solo sapere dove guardare!

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